Messa a terra nelle abitazioni: cosa dice la normativa italiana

La messa a terra rappresenta un elemento di grande rilievo per l’impianto elettrico di qualsiasi abitazione. 


Sebbene spesso trascurata, costituisce una delle misure più efficaci per garantire la sicurezza delle persone e la protezione dei beni materiali.


Nei prossimi paragrafi verranno illustrate le principali disposizioni normative in materia, i criteri di progettazione e installazione di un impianto di messa a terra a norma di legge e le procedure di verifica. 


Lo scopo è fornire informazioni chiare e dettagliate, affinché anche chi non ha una formazione tecnica possa comprendere l’importanza di un sistema di messa a terra adeguato e il ruolo decisivo che esso ricopre nella prevenzione di incidenti domestici e sanzioni legali. 

Normativa italiana e importanza dell’impianto di messa a terra

L’importanza della messa a terra nelle abitazioni italiane risiede principalmente nell’elevato grado di tutela che garantisce alle persone e agli elettrodomestici. 


In questa sezione verranno analizzati i principi generali e i riferimenti normativi che ne definiscono l’obbligatorietà, offrendo una panoramica delle diverse situazioni in cui risulta indispensabile.

Che cos’è la messa a terra e a cosa serve

La messa a terra è un sistema di protezione che consiste nel creare un percorso a bassa impedenza tra le parti metalliche di un impianto elettrico e il suolo. 


In presenza di un guasto o di un contatto diretto con parti in tensione, la corrente tende a seguire il percorso di minore resistenza, convogliandosi verso il terreno invece di attraversare il corpo umano o altri percorsi pericolosi. 


Questo principio, semplice ma estremamente efficace, si basa sulla fisica dell’elettricità e permette di salvaguardare la vita delle persone e l’integrità degli elettrodomestici.


Nelle abitazioni, la presenza di un impianto di messa a terra riduce sensibilmente i rischi di elettrocuzione.


In caso di corto circuito, per esempio, la corrente di guasto viene scaricata direttamente al suolo, limitando le possibilità di incendi o di danni irreversibili ai cavi. 


Inoltre, la messa a terra facilita l’intervento dei dispositivi di protezione come interruttori magnetotermici e differenziali (salvavita), i quali interrompono l’erogazione di corrente in caso di anomalie, aumentando ulteriormente il livello di sicurezza complessivo.


Oltre a contribuire alla protezione delle persone, la messa a terra tutela l’edificio e gli apparecchi elettrici dal degrado causato da sovratensioni improvvise o fulmini. 


Le scariche atmosferiche possono infatti creare differenze di potenziale elevate, che, se non correttamente incanalate, sono in grado di danneggiare gravemente i dispositivi elettrici e rendere pericolosi i quadri di distribuzione. 


La funzione di “via di fuga” per la corrente offerta dal sistema di messa a terra risulta dunque fondamentale per contenere e minimizzare i danni, preservando la stabilità dell’impianto nel tempo.

Riferimenti storici e sviluppo della normativa

In Italia, la normativa che regola la progettazione e l’installazione degli impianti di messa a terra ha radici che risalgono a diversi decenni fa. 


Tra i riferimenti più importanti, si possono menzionare:


  • Il Decreto Ministeriale 37/2008, che ha sostituito la Legge 46/90, concernente l’installazione degli impianti all’interno degli edifici

  • Le Norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), in particolare la CEI 64-8, che definisce i parametri tecnici e prescrive le caratteristiche che gli impianti elettrici devono rispettare in vari contesti, tra cui quello residenziale

  • La CEI 11-1 e altre norme collegate, che trattano in modo più specifico i sistemi di protezione dai fulmini e i metodi di verifica


Questi testi legislativi, normativi e tecnici hanno subito nel tempo integrazioni, revisioni e aggiornamenti, al fine di adeguare gli impianti elettrici ai progressi tecnologici e ai crescenti requisiti di sicurezza. 


L’introduzione di nuovi materiali e la diffusa presenza di dispositivi elettronici sofisticati hanno reso ancor più pressante l’esigenza di una messa a terra efficace.


Negli anni recenti, è stata prestata particolare attenzione anche all’aspetto ambientale, poiché la sicurezza elettrica deve conciliarsi con l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili. 


I pannelli fotovoltaici, le pompe di calore e altri sistemi moderni comportano specifiche necessità di protezione e di collegamento a terra. 


Le evoluzioni normative hanno quindi mantenuto il passo con lo sviluppo tecnologico, sottolineando l’importanza di effettuare controlli periodici e di rispettare i criteri di progettazione previsti. 


Il quadro normativo, pur essendo articolato, punta a un obiettivo chiaro e condiviso: garantire la massima sicurezza degli utenti e prevenire le situazioni di pericolo.

Responsabilità e rischi in caso di omissione

La legge italiana attribuisce precise responsabilità a chi progetta, installa e utilizza l’impianto elettrico. 


In generale, il proprietario di un’abitazione è tenuto a garantire la conformità del proprio impianto ai requisiti di sicurezza stabiliti dalle norme in vigore. 


In caso di controlli da parte delle autorità competenti o di incidenti dovuti a malfunzionamenti, le sanzioni possono essere di natura amministrativa o penale, a seconda della gravità e delle conseguenze.

Omettere o trascurare la realizzazione di un sistema di messa a terra adeguato comporta rischi di ampia portata. 


Anzitutto, vi è la concreta possibilità che gli occupanti dell’edificio subiscano scosse elettriche, con effetti che possono variare dal semplice spavento a lesioni di elevata entità fino a eventi fatali. 


Inoltre, l’eventuale danneggiamento di apparecchiature elettriche può tradursi in costi ingenti per il proprietario, chiamato a sostituire o riparare i dispositivi compromessi.


Da un punto di vista legale, la non conformità dell’impianto di messa a terra può comportare responsabilità civili e penali. 


Le compagnie assicurative, in caso di sinistro, potrebbero rifiutare o ridurre gli indennizzi se l’impianto non rispetta le prescrizioni normative. 


In situazioni estreme, come incidenti gravi o mortali, si rischia di incorrere in conseguenze giudiziarie significative, qualora venga accertato che il mancato rispetto degli obblighi di legge ha contribuito all’accaduto. 


Pertanto, investire nella progettazione, nell’installazione e nella manutenzione di un impianto di messa a terra efficiente è non solo un dovere giuridico, ma anche una forma di tutela del patrimonio immobiliare e della salute delle persone.

Progettazione e installazione dell’impianto di messa a terra

Quando si parla di messa a terra, non basta conoscere la normativa di riferimento. 


È essenziale comprendere anche le procedure di progettazione e installazione che consentono di realizzare un impianto efficiente e duraturo. 


In questa sezione, verranno presentati i materiali più utilizzati, le tecniche di posa in opera e le soluzioni per gli edifici già esistenti.

Scelta dei materiali e caratteristiche fondamentali

La realizzazione di un impianto di messa a terra richiede l’impiego di materiali di alta qualità, in grado di garantire una resistenza meccanica ed elettrica adeguata nel tempo. 


I componenti principali sono i conduttori di terra, i dispersori e i morsetti di collegamento. 


Tra i materiali maggiormente utilizzati si annoverano il rame, l’acciaio zincato e in alcuni casi specifici l’acciaio inossidabile. 


Il rame, grazie alla sua eccellente conducibilità e resistenza alla corrosione, risulta spesso la scelta preferita, nonostante il suo costo possa essere leggermente superiore rispetto ad altri metalli.


Il dispersore è l’elemento dell’impianto che permette la dispersione della corrente nel terreno, e può essere realizzato sotto forma di picchetti, corde o anelli di terra. 


La scelta della configurazione adeguata dipende dalle caratteristiche geologiche del suolo e dalle esigenze specifiche dell’edificio. 


Un buon dispersore deve garantire un basso valore di resistenza, permettendo alla corrente di guasto di fluire rapidamente verso la terra. 


Per ottenere ciò, è possibile utilizzare sostanze o strati specifici che incrementano la conducibilità del terreno, specialmente in zone con terreni rocciosi o molto secchi.


I morsetti di collegamento e le giunzioni rivestono un ruolo altrettanto cruciale, poiché assicurano il contatto stabile tra i vari elementi dell’impianto di terra. 


Occorre accertarsi che tali connessioni siano protette dall’umidità, dalle infiltrazioni e da eventuali agenti chimici presenti nel terreno. 


Una corretta progettazione deve considerare non solo il dimensionamento del conduttore di terra, ma anche la resistenza di contatto, la lunghezza e il posizionamento dei dispersori. 


L’obiettivo è garantire che l’impianto sia in grado di sopportare le correnti di guasto, limitando al minimo l’aumento di tensione sulle parti metalliche collegate a terra.

Tecniche di installazione e buone pratiche

L’installazione di un impianto di messa a terra richiede competenze specialistiche e l’intervento di personale qualificato


Le operazioni di posa in opera devono seguire un piano di progetto che tenga conto della disposizione degli ambienti, dei punti di consumo elettrico e di eventuali vincoli strutturali dell’edificio. 


Una delle fasi iniziali consiste nella scelta del percorso per il conduttore di terra principale, che deve risultare il più breve possibile per ridurre le perdite e garantire il funzionamento corretto in caso di guasto.


È importante che il cavo di terra sia protetto da canaline, tubazioni o corrugati, così da prevenire danni accidentali dovuti a urti o a interventi di manutenzione successivi. 


Nei passaggi esterni, si raccomanda di utilizzare guaine anti-UV, in modo da preservare il conduttore dall’esposizione diretta ai raggi solari e agli agenti atmosferici. 


Una volta definiti i percorsi, si procede con la messa in opera dei dispersori (picchetti, corda interrata o anello di terra), prestando particolare attenzione alla profondità e alle condizioni del terreno. 


Se la resistenza al passaggio della corrente risulta troppo elevata, potrebbero essere necessari più dispersori o l’impiego di prodotti specifici per migliorare la conducibilità.


Oltre alla parte esterna, è essenziale verificare il collegamento delle masse metalliche all’interno dell’edificio, ossia quegli elementi che potrebbero diventare pericolosi in caso di guasto elettrico, come caldaie, tubature idriche e radiatori. 


Il collegamento equipotenziale serve a evitare differenze di potenziale tra gli elementi metallici, garantendo un livello di protezione aggiuntivo. 


Infine, una buona prassi prevede l’integrazione di sistemi di protezione quali interruttori differenziali (salvavita) e magnetotermici, che rilevano e interrompono il flusso di corrente in caso di dispersioni verso terra o di sovracorrenti.

Interventi di adeguamento in edifici esistenti

In molti casi, soprattutto negli edifici costruiti diversi decenni fa, è possibile che la messa a terra non sia presente o non sia conforme agli standard normativi attuali. 


Per adeguare l’impianto, è necessario procedere con una valutazione iniziale dello stato di fatto, affidandosi a un professionista abilitato che esegua prove strumentali e misurazioni della resistenza di terra.


In base ai risultati ottenuti, sarà possibile stabilire le azioni correttive da intraprendere, quali l’installazione ex novo di un dispersore o la sostituzione dei componenti deteriorati.


Nei condomìni e nelle strutture plurifamiliari, può risultare più complesso intervenire sulla messa a terra, poiché occorre coordinarsi con l’amministratore e con gli altri proprietari per ottenere l’autorizzazione a effettuare lavori nelle parti comuni dell’edificio, come vani tecnici o aree verdi esterne. 


In questi contesti, è fondamentale che il progetto di adeguamento sia trasparente e ben documentato, con un piano dettagliato dei costi e dei tempi di realizzazione, in modo da evitare contestazioni e ritardi.


Un ulteriore aspetto da considerare è la presenza di vincoli paesaggistici o architettonici, che possono limitare gli interventi esterni, come la posa di picchetti di terra in zone monumentali o l’apertura di nuove canalizzazioni in edifici storici. 


In tali situazioni, occorre richiedere specifiche autorizzazioni agli enti preposti e valutare soluzioni alternative che garantiscano un adeguato livello di sicurezza, pur rispettando le restrizioni di ordine estetico o storico. 


Gli interventi di adeguamento, se condotti con cura, incrementano il valore dell’immobile e riducono i rischi legati all’uso quotidiano degli impianti elettrici.

Controlli, verifiche periodiche e sanzioni

Oltre alla corretta progettazione e installazione, la messa a terra richiede un monitoraggio costante e verifiche periodiche per accertarne il buon funzionamento. 


In questa sezione, verranno illustrati i principali obblighi di controllo, i metodi di prova adottati dagli operatori abilitati e le possibili conseguenze in caso di non conformità.

Frequenza delle verifiche e soggetti autorizzati

La normativa italiana stabilisce che gli impianti elettrici, compresa la messa a terra, debbano essere periodicamente verificati da professionisti qualificati


In genere, i controlli devono avvenire con cadenza regolare, la cui frequenza può variare in base alla destinazione d’uso dell’edificio, al tipo di impianto e alle disposizioni regionali o locali. 


Per le abitazioni private, solitamente si consiglia una verifica ogni 5 o 10 anni, mentre per gli edifici aperti al pubblico o con particolari destinazioni commerciali può essere necessaria una cadenza più ravvicinata, anche annuale o biennale.


Le verifiche di legge per gli impianti di messa a terra sono eseguite da organismi ispettivi o da professionisti iscritti negli appositi albi, che dispongono delle competenze e delle strumentazioni idonee per effettuare le misurazioni. 


È responsabilità del proprietario o dell’amministratore di condominio commissionare e conservare la documentazione relativa alle verifiche, al fine di dimostrare la conformità dell’impianto in caso di controlli o di eventi anomali.


Il professionista incaricato esegue una serie di test che mirano a rilevare l’effettivo valore di resistenza di terra, la continuità dei conduttori e l’efficienza dei dispositivi di protezione. 

Al termine, viene rilasciato un rapporto di verifica, che deve essere conservato insieme al libretto o al progetto dell’impianto. 


La tempestiva identificazione di eventuali malfunzionamenti o degradi consente di intervenire prima che possano verificarsi situazioni di pericolo.

Metodologie di prova e documentazione richiesta

Le principali metodologie di prova per valutare l’efficienza di un impianto di messa a terra includono:


  • Misura della resistenza di terra: realizzata con strumenti specifici, detti “terrometri”, i quali inviano una corrente di prova tra il dispersore da testare e un elettrodo ausiliario, misurando la caduta di tensione e calcolando il valore di resistenza del terreno

  • Test di continuità: si controlla la connessione tra le masse metalliche, il conduttore di protezione e il nodo di terra, verificando che non vi siano interruzioni o elevati valori di resistenza lungo il circuito di protezione

  • Verifica del coordinamento con i dispositivi di protezione: si esamina se gli interruttori magnetotermici e i differenziali intervengano correttamente in condizioni di guasto, disattivando l’alimentazione in tempi compatibili con la sicurezza degli utenti


I risultati di queste prove vengono riportati in un verbale, che attesta la conformità dell’impianto oppure segnala la necessità di interventi correttivi. 


In caso di non conformità, sarà obbligatorio procedere con le migliorie consigliate prima di poter definire l’impianto come sicuro. 


La documentazione richiesta comprende il certificato di conformità (o di rispondenza, se si tratta di un impianto preesistente) rilasciato dall’installatore, i rapporti di verifica periodica e gli eventuali schemi di impianto aggiornati. 


È fondamentale conservare tutta la documentazione in luogo sicuro e facilmente reperibile, così da poterla esibire in caso di richieste da parte delle autorità o degli enti ispettivi.

Conseguenze legali in caso di non conformità

Qualora dalle verifiche emergano difformità o carenze di natura tecnica, le sanzioni previste dalla legge italiana possono essere di varia entità, in base alla gravità delle inadempienze. 


Si va da sanzioni amministrative per irregolarità più lievi, quali la mancata produzione dei documenti richiesti o l’omessa esecuzione di controlli periodici, fino a ipotesi di responsabilità penale nei casi in cui la non conformità causi danni a persone o cose.


Le autorità competenti, nel riscontrare irregolarità in un impianto di messa a terra, possono imporre prescrizioni e termini per la messa in regola, e in casi estremi possono anche disporre la sospensione dell’erogazione dell’energia elettrica fino alla risoluzione delle problematiche. 


Inoltre, le compagnie assicurative potrebbero negare la copertura in caso di sinistro, se viene accertato che i danni sono stati aggravati dalla mancata conformità dell’impianto alle norme vigenti.


È bene tenere presente che, in caso di incidente domestico, la responsabilità civile e penale può ricadere su più soggetti: il proprietario dell’immobile, l’amministratore del condominio e persino l’installatore, qualora venga provato un difetto di realizzazione o di manutenzione. 


Pertanto, adottare un impianto a norma non rappresenta solo un dovere legale, ma un fattore chiave per la tutela delle persone e dei beni materiali. 

Adesso Sai Cosa Dice la Normativa Italiana sulla Messa a Terra nelle Abitazioni

La messa a terra nelle abitazioni è uno degli elementi centrali per garantire sicurezza e protezione. 

Conoscere la normativa italiana in materia, installare e verificare periodicamente l’impianto di messa a terra costituisce non soltanto un obbligo di legge, ma anche un importante strumento di tutela personale. 

Un sistema progettato in modo adeguato permette infatti di ridurre i rischi di incidenti e di difendere l’edificio e i suoi occupanti da eventuali guasti o scariche elettriche. 

Affidarsi a professionisti qualificati e conservare con cura la documentazione relativa alle verifiche consente di mantenere l’impianto efficiente e di vivere la propria abitazione con maggiore serenità.


Informazioni tratte dal sito: https://www.gdmsanita.it/certificazione-impianto-messa-a-terra/

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